Benzina, Diesel, GPL o Metano?

Nella scelta di un’auto, la motorizzazione è uno dei parametri più importanti. Molti scelgono a gusti, altri a caso, altri in base alla disponibilità del pronta consegna, altri cercano di far due conti, non sempre corretti. In quest’articolo cercherò di sviscerare l’argomento, tralasciando volutamente gli aspetti tecnici, appannaggio di pochi appassionati, e poco interessanti per chi vuole semplicemente risparmiare.

Le premesse

E’ opinione comune che le macchine a benzina “vanno” di più, quelle diesel un po’ meno, ma fanno risparmiare. Quelle “a gas”, poi, “vanno” proprio poco, anche se il risparmio alla pompa è notevole. Ma che vuol dire che una macchina “va di più”, e come saperlo prima dell’acquisto? E cosa c’entra tutto ciò con il risparmio? Seguitemi, e lo scopriremo.

La coppia motrice

Di un motore spesso si guarda, oltre alla cilindrata, la potenza. Per molti, più “cavalli” ci sono, meglio è. In realtà la potenza dice poco, o per lo meno non dice tutto delle caratteristiche di un motore.

Quello che all’atto pratico conta veramente nell’uso quotidiano è la coppia motrice. Detta in parole semplici, è la capacità di “tiro”, la “forza” di un motore. Detto in parole un pelo più complesse, è la potenza diviso il numero di giri: più è alta, più la macchina sarà capace di “tirare” ad un numero basso di giri. Visto che nella guida di tutti i giorni non stiamo certo a “tirare le marce” fino al collo, la coppia è ancora più importante.

In linea generale, con alcune eccezioni, la coppia più alta è appannaggio dei moderni turbodiesel. I motori a benzina ne hanno meno, e quelli a gas (che altro non sono che motori a benzina trasformati per l’uso a gas) ne hanno ancora meno.

Questo è il motivo per cui i turbodiesel consumano meno: sono più efficienti, hanno più coppia, e quindi, a parità di necessità, saremo costretti a “sfruttarli” meno, e otterremo quindi un minor consumo.

I motori a benzina, invece, per potere avere coppia elevata, hanno bisogno di cilindrate elevate, e di conseguenza il consumo aumenta.

Quindi in generale, sia da un punto di vista del consumo che dell’efficienza, il turbodiesel è la scelta migliore, soprattutto se adottiamo uno stile di guida adeguato, anticipando le mosse del traffico, non accelerando né frenando inutilmente, e mantenendo una velocità il più possibile costante.

Quindi, compriamo tutti auto diesel, e finisce qui la storia? Niente affatto, perché la questione è molto più complessa. Analizziamo prima i pro ed i contro di ogni tipologia di motore.

Motore a Scoppio

Benzina

Come già detto, ha coppia minore ed un consumo più elevato del diesel. Ha però un grande vantaggio: costa meno sia in fase di acquisto, che in fase di manutenzione. E’ inoltre un motore più semplice, perciò intrinsecamente meno soggetto a guasti.

Inoltre ha in genere un’omologazione antinquinamento più favorevole, e questo può essere un aspetto che fa la differenza se viviamo in città con blocchi o restrizioni del traffico.

In genere, se è destinato ad un’utilitaria che percorre pochi chilometri, per lo più cittadini, è una scelta vincente, anche perché i diesel moderni in città soffrono spesso di problemi dovuti ad intasamento del filtro anti particolato, e conseguente visita in officina, con dispendio elevato di tempo e soldi.

Come dicevo, anche la manutenzione è più economica, non tanto perché il singolo tagliando è più economico, ma perché l’intervallo tra un tagliando e l’altro è maggiore, quindi a parità di km percorsi ne faremo meno, spendendo meno.

Attenzione però: il tagliando deve essere fatto dopo un certo periodo (in genere un anno) anche se non si raggiunge il chilometraggio previsto, pena la decadenza della garanzia, anche legale: per basse percorrenze, questo vanifica tutto il risparmio.

Diesel

Ha maggiore coppia motrice, alta efficienza e basso consumo. E’ un’ottima scelta se si percorrono tanti km e si prevede di tenere l’auto a lungo. Il rovescio della medaglia è una maggiore complessità, che si traduce in maggior costo e minore affidabilità rispetto ai più semplici motori a benzina, specialmente dopo molti anni e con elevate percorrenze.

Inoltre gradisce poco l’utilizzo esclusivo in città, perché il filtro anti particolato, necessario per rispettare i limiti di legge sull’inquinamento, tende ad intasarsi in tali condizioni. Se ciò accade, è necessario recarsi in officina, con notevole dispendio di tempo e soldi, vanificando tutto il risparmio.

C’è anche da tener ben presente che il gasolio non gradisce le basse temperature, perché tende per così dire a solidificare (non è proprio così, ma non voglio entrare nei dettagli tecnici), intasa i filtri, e rende impossibile l’avvio del motore. Se accade purtroppo è necessario il soccorso stradale e la visita in officina.

C’è anche da dire che nei luoghi montani d’inverno si vende gasolio con speciali additivi che ne impediscono il congelamento, e tali additivi sono comunque in vendita sotto forma di flaconi da versare direttamente nel serbatoio. Ma se fai il pieno a valle (gasolio non additivato), arrivi in cima al rifugio, parcheggi all’aperto e lasci l’auto lì durante la notte, il mattino seguente c’è il rischio concreto di dover chiamare il soccorso stradale. Da tenere ben presente per chi ha tali abitudini.

E’ un’ottima motorizzazione anche per il traino, una delle più adatte, proprio in virtù della coppia elevata, specialmente se il rimorchio è grosso e pesante: mi riferisco in particolare alle grosse caravan (roulotte).

GPL

E’ una sigla che sta per Gas di Petrolio Liquefatto, perché il gas nel serbatoio (la “bombola”) è pressurizzato e si trasforma in liquido. E’ in pratica lo stesso gas che si usa nelle bombole per uso domestico o in campeggio. I motori che utilizzano questo tipo di alimentazione sono sempre motori a benzina, convertiti, per l’utilizzo a GPL con l’installazione di un apposito impianto.

Valgono quindi le stesse considerazioni fatte per i motori a benzina, con la differenza che lo stesso motore, nell’uso a GPL, ha meno potenza e coppia, e consuma di più, sia perché è “adattato” a quell’uso, sia perché il GPL ha di per sé un potere calorico inferiore a quello della benzina.

Ha però il grosso vantaggio di costare meno, e può far quindi risparmiare non poco. Non sono tutte rose e fiori, però. Ci sono anche molte spine.

In genere la conversione prevede l’installazione di un apposito serbatoio (la “bombola”) nel bagagliaio. Una volta se ne metteva una di forma cilindrica, che rubava spazio ai bagagli, mentre ora se ne mette una di forma toroidale (a “ciambella”) nel vano normalmente destinato alla ruota di scorta.

Però poi siamo costretti a tenere la ruota di scorta nel bagagliaio, sottraendo lo stesso spazio ai bagagli, oppure a rinunciarvi, dovendo però chiamare il soccorso anche per una banale foratura, perché spesso e volentieri il kit di riparazione sostitutivo non serve a nulla.

Vista la collocazione, il serbatoio di GPL è di capacità limitata. Inoltre non può essere riempito per più dell’80% della sua capacità, perché con il calore il gas si espande, e un serbatoio riempito al 100% al freddo delle prime luci del mattino, esploderebbe sotto il sole di mezzogiorno. Tutto ciò, unito al maggiore consumo, fa calare drasticamente l’autonomia, anche soli 300 km e in alcuni casi anche meno.

A tal proposito, la scarsa autonomia è aggravata anche dalla minore diffusione degli impianti di rifornimento, anche se ultimamente il loro numero sta aumentando. In ogni caso è da tenere in conto una sosta per il rifornimento molto più frequente, con il rischio di dover percorrere anche lunghi tratti a benzina, vanificando il risparmio.

Inoltre è vietato l’accesso ed il parcheggio ai seminterrati. Se abbiamo il nostro tradizionale box privato seminterrato non possiamo accedervi con l’auto a GPL, e se ci rechiamo presso il solito centro commerciale, cinema multisala, autosilo, ecc. non possiamo parcheggiare lì.

l’impianto di trasformazione ha poi un costo non indifferente, anche se spesso ci sono promo interessanti, con la versione a GPL allo stesso prezzo del benzina.

Anche la manutenzione è più frequente e costosa, sia per l’impianto aggiuntivo, sia per il motore stesso, che patisce l’utilizzo a gas più di quello a benzina, usurandosi di più e necessitando di interventi di manutenzione più frequenti e costosi.

Metano

Valgono le stesse considerazioni del GPL, con alcuni distinguo. La potenza e soprattutto la coppia è ancora minore, il che costringe ad un uso più frequente del cambio, dovendo “tirare” di più le marce. Il prezzo però è imbattibile, riuscendo a costare anche la metà del diesel ed un terzo della benzina, a parità di percorrenza. Poi, a differenza del GPL, è possibile anche il parcheggio sotterraneo.

Però l’impianto è ancora più costoso, e l’autonomia spesso ancora inferiore. Inoltre il serbatoio è grosso e pesante, in alcuni casi si arriva ad un aggravio di peso anche di un centinaio di chili. Questo perché il metano, a differenza del GPL, viene immagazzinato nel serbatoio in forma gassosa ad alta pressione, e il serbatoio deve avere pareti spesse e resistenti (e quindi anche pesanti e costose) per resistere alla pressione.

Inoltre, proprio per questo motivo, ogni quattro anni le “bombole” devono essere sostituite, e ciò spesso vuol dire una mezza giornata di manodopera, con i costi che ne conseguono, oltre naturalmente al fermo macchina. Ad onor del vero, anche le “bombole” di GPL devono essere sostituite periodicamente, ma questo avviene ogni dieci anni: nella quasi totalità dei casi, l’auto si rottama o si vende prima.

C’è poi la questione rifornimento. Se per il GPL la diffusione è, se non capillare, almeno accettabile, non si può dire lo stesso per i distributori di metano: addirittura in alcune regioni sono totalmente assenti. Inoltre il rifornimento stesso è lungo, per fare il pieno occorrono diversi minuti. Questo perché il metano rimane sempre gassoso e deve essere compresso ad alta pressione, mentre il gpl viene pompato nel serbatoio in forma liquida, e il tempo per un “pieno” e paragonabile a quello di benzina e gasolio.

Un’altro aspetto da tener presente, è che spesso (ma non sempre) la trasformazione a gpl o a metano è incompatibile con l’installazione del gancio traino. Se siete campeggiatori e avete intenzione di trainare la vostra amata caravan (roulotte), tenetene conto.

Conclusioni

Insomma, alla fine dei conti, cosa conviene di più? Come per tutte le cose, non c’è una risposta univoca, non esiste la formula magica ed universalmente valida del risparmio. Ognuno ha la propria auto ideale.

Per il puro piacere di guida, è quasi sempre da preferire il diesel, perché ha coppia disponibile proprio dove serve, ovvero ai bassi regimi, quelli più frequentemente utilizzati nella guida normale. Un benzina, per offrire le stesse performance, sarebbe più assetato. Al fondo della scala si pongono gpl e metano, ma come abbiamo visto i pregi sono altri.

Per il risparmio, il consiglio migliore che posso darvi, è quello di fare una valutazione quanto più possibile realistica ed oggettiva di quelle che sono le vostre esigenze ed aspettative, dell’utilizzo che farete dell’auto, i km percorsi, quanto tempo desiderate tenerla, ecc. ecc. Fatto ciò, tirare le file e fare due conti, considerando sempre tutto il periodo di riferimento, e non facendosi ingannare dal basso costo e/o consumo, che potrebbe nascondere investimenti maggiori in termini di costo di acquisto, manutenzione, o altro.

In pratica, se ad es. ho deciso di tenere un’auto cinque anni, e ho stimato una percorrenza annua di 20 mila km, conviene sommare cinque anni di assicurazione, cinque anni di bollo, cento mila km di carburante, gomme, freni, tagliandi, ecc. ecc. A questo bisognerà aggiungere il costo iniziale e detrarre quello residuo di vendita. L’auto che complessivamente ci fa spendere meno, vince. E attenzione: potrebbe essere anche la più costosa e assetata.

Per quanto riguarda il discorso sicurezza, sfatiamo subito un mito: il gas, sia gpl che metano, non è affatto pericoloso. Potremmo anzi dire che è meno pericolo della benzina e del gasolio. Infatti una “bombola” non può mai scoppiare, per un semplice motivo: un qualsiasi combustibile, gpl e metano compresi, non brucia se non ha anche il “comburente” (in questo caso l’ossigeno). E all’interno delle bombole non c’è ossigeno, ma solo gas compresso.

Quindi in caso di perdita di gas non ci sarà alcuna esplosione, al massimo una fiamma nel punto in cui c’è perdita di gas, perché fuoriuscendo si trova al contatto con l’aria, in cui è presente ossigeno, e può bruciare. Paradossalmente la benzina ed il gasolio sono più pericolosi, perché, essendo liquidi, posso scorrere liberamente e potenzialmente dare fuoco ad un’area molto più vasta. La pericolosità è massima per la benzina, perché altamente infiammabile, e minore per il gasolio, che s’incendia con più difficoltà.

Ma allora perché si sente spesso in tv di appartamenti devastati “dallo scoppio di una bombola di gas”? L’affermazione è in realtà assolutamente impropria. Quello che scoppia non è affatto la bombola, ma il locale stesso (stanza o intero appartamento) saturo di una miscela di aria e gas, questa sì altamente esplosiva! Le bombole vengono puntualmente ritrovate intere e bruciacchiate (dall’esterno!).

Inoltre gli stessi serbatoi, e tutto l’impianto in generale, devono sottostare a severe norme di sicurezza, per gli urti e non solo. Quindi, se scegliete per il gas, potete farlo in tutta sicurezza.

Con questo spero di avervi chiarito un po’ le idee (o magari ve le ho ulteriormente confuse…). L’importante, è che, alla fine della lettura, siate in grado di fare una scelta un po’ più consapevole.