Esodati: Che Fine Faranno?

Da qualche tempo è comparso un nuovo termine: “esodati”. Proviamo a capire chi sono: uomini e donne che sono usciti dal mondo del lavoro in anticipo, rispetto alla data di pensionamento, a seguito di accordi singoli e/o collettivi tra lavoratore – azienda – sindacato.

Gli accordi presi rispondevano principalmente a situazioni di crisi d’azienda per motivi economici (vere o presunte…), e li possiamo dividere in due principali tronconi:

1) riduzione collettiva di personale con accordi di mobilità corta (2anni) – media (4anni) – lunga (6/8 anni), cioè fino alla data della pensione, e con gli oneri a carico dello Stato

2) riduzione di personale con incentivi monetari per uscire dall’azienda, considerando gli anni mancanti alla pensione, con gli oneri a carico del lavoratore e con la promessa di assumere giovani: magari i figli, com’è avvenuto in Poste Italiane

Tutti gli accordi sottoscritti tra le parti sociali e il lavoratore, con la mediazione del governo, rispondevano a esigenze contingenti, nel rispetto delle norme e delle Leggi in essere.

La riforma delle pensioni prima, e la riforma del mercato del lavoro dopo, causano una gran confusione nelle norme e nelle Leggi che regolano tutta la materia.

Gli interessati sono molto preoccupati e arrabbiati, poiché il Governo intende prendere in considerazione una deroga che tuteli i lavoratori solo per i prossimi ventiquattro mesi.

Il numero che gira in questi giorni su giornali e in tv, secondo la fonte, varia tra 65.000 e 350.000, ed è davvero dura per chi ha firmato sapendo di andare in pensione nel 2013, e invece scopre che andrà nel 2018.

Esodati

Sono convinto che il numero complessivo delle persone che resteranno senza pensione né salario e/o stipendio sia molto più alto delle stime che circolano, perché non si tiene conto né degli accordi con aziende private, né degli effetti della riforma delle pensioni, con l’innalzamento sia dell’età sia degli anni di contribuzione.

Questo tema, pur comparendo sporadicamente in qualche articolo sui giornali e in qualche servizio in tv, sembra essere trattato con superficialità e leggerezza, soprattutto dalla politica.

E’ soltanto una mia impressione, oppure avete notato anche voi che, dopo l’iniziale boom mediatico, sfruttato più che altro per “far notizia”, il tema stia lentamente cadendo nel dimenticatoio?

Peccato però che i lavoratori (o, per meglio dire, ex lavoratori…) che ci sono dentro non dimenticano certo!

Mi piacerebbe invece che se ne continuasse a parlare, esponendo magari situazioni che non rientrano nelle casistiche già note, e soprattutto mi auguro di cuore che se ne interessino seriamente tutte le forze politiche, e che trovino presto una soluzione.

E voi, che ne pensate? Siete tra quelli che ci sono capitati giusto in mezzo? Come state vivendo la situazione?