Risparmiare Andando al Lavoro

Spesso non ci facciamo caso, ma andare al lavoro, oltre che fonte di guadagno, è anche una discreta fonte di spesa. Tra caffè al bar, benzina, pranzo al self-service ecc., mensilmente se ne va una discreta fetta dello stipendio. Ma risparmiare si può, basta un po’ di attenzione. Vediamo come.

La colazione

Cappuccio e brioche al bar: un rito quotidiano per molti, anche piacevole e fonte di aggregazione, per carità: due chiacchiere e uno sguardo al quotidiano spesso ti fanno cominciare bene la giornata.

Ma quanto ci costa? Considerando un prezzo medio di poco più di due euro, nella ventina abbondante di giorni lavorativi mensili, la cifra spesa si aggira sui cinquanta euro, che in un anno diventano ben seicento euro.

Non male, vero? Considerando uno stipendio medio da operaio o da impiegato, è una mezza tredicesima!

Cappuccino e Brioches

Perché allora non provare a fare colazione a casa? Basta svegliarsi un quarto d’ora prima, magari preparando la macchina del caffè la sera prima, per risparmiare tempo.

Un paio di fette di pane, burro e marmellata, oppure un frutto, o uno yogurt, et voilà! Una colazione sana, nutriente, veloce ed economica.

Sì, perché la colazione al bar, oltre ad essere costosa, è anche dannosa per la salute, oltre ad avere decisamente troppe calorie: rinunciarvi fa bene anche alla linea.

Il quotidiano

Nel 2012 è a mio avviso stupido continuare a spendere soldi per il quotidiano cartaceo. Se hai uno smartphone oppure un tablet, magari con traffico internet compreso, puoi facilmente leggere le notizie del giorno sul web, a costo zero.

Quotidiano

Se proprio vuoi leggere il tuo quotidiano preferito, fai un abbonamento online, e consultalo con il solito smartphone o tablet: costa meno della metà.

Se preferisci ancora la carta, spesso nei pressi delle stazioni della metropolitana o del treno, sono in distribuzione quotidiani gratuiti, che vanno benissimo per leggere le principali notizie ed ingannare un po’ il tempo.

Il mezzo di trasporto

A giudicare dal traffico che c’è al mattino in una grande città come Milano, molti, anzi troppi, vanno al lavoro in auto, da soli, anche se potrebbero farne a meno.

Ma avete idea di quanto costa?

Consideriamo un tragitto giornaliero di una trentina di km. Un’utilitaria a benzina, nel traffico cittadino, percorre circa 13km con un litro. Per fare 30km occorrono circa 2,3 litri, che al prezzo attuale del carburante fanno quasi quattro euro, ovvero quasi un centinaio di euro al mese, pari ad un migliaio di euro l’anno!

Praticamente, andando al lavoro in auto, vi bruciate la tredicesima.

E non bisogna dimenticare che l’auto, con l’uso e con il passare dei km si usura, quindi bisognerebbe considerare anche le spese necessarie per la manutenzione. Tornando all’esempio di prima, 30km al giorno sono circa settemila km l’anno: considerate la frequenza ed il costo dei tagliandi, e i conti vengono da soli.

Se il tragitto è pianeggiante, ed è nell’ordine dei 20-30km al massimo, la bici è una valida alternativa, a costo quasi zero. Può sembrare strano, ma anche il tempo impiegato è più o meno lo stesso. Infatti un’auto, nel traffico urbano, viaggia a non più di 15-20km/h, ovvero la stessa velocità di una pedalata senza fretta. Inoltre ci si mantiene in forma, e si risolve anche il problema del parcheggio.

Bicicletta per andare al lavoro

Senza poi contare che, se avete la fortuna di poter attraversare un parco cittadino o una zona verde, avrete tanti e tali benefici che difficilmente riuscirete a farne a meno.

Sì, ma poi arrivo in ufficio tutto sudato e puzzo come una capra per il resto della giornata!

Niente paura, basta portarsi una maglietta di ricambio. Arrivi, vai un attimo in bagno, una sciacquata, un cambio di maglietta e via, nessun problema. Tra l’altro non è che bisogna pedalare come se volessi vincere il Giro d’Italia! Un ritmo blando ti permette di non sudare né stancarti, facendoti arrivare lo stesso in orario.

Se il tragitto è più lungo, o magari è in collina, puoi considerare l’acquisto di una bici a pedalata assistita. Non ha targa né libretto, non paga bollo né assicurazione, può andare sulle piste ciclabili e dovunque possano andare le bici “normali”.

Il segreto è un piccolo motore elettrico, alimentato a batteria, che rende la pedalata leggerissima anche in salita. Il motore aiuta fino a circa 25km/h, dura oltre 40km, e la sera si ricarica alla presa di corrente, ad un costo irrisorio. Anche il costo di acquisto è contenuto, si ripaga con pochi mesi di tragitto in auto.

E se piove? Niente paura, basta attrezzarsi. Un buon impermeabile fa miracoli, e costa pochi euro in qualsiasi negozio di articoli sportivi.

Se per vari motivi non puoi usare la bici, considera i mezzi pubblici. Studiando bene tratte, orari e tariffe degli abbonamenti, si riesce a pagare meno della metà dell’auto, senza rinunciare a nulla, specialmente se puoi prendere mezzi veloci e frequenti quali metropolitana e tram.

Tram

In alternativa, considera l’acquisto di un piccolo scooter, magari elettrico. Ha un costo paragonabile a quello degli scooter tradizionali, un’autonomia sufficiente per portarti al lavoro, e si ricarica nella solita presa di corrente, con pochi centesimi.

Inoltre non paga il bollo per i primi cinque anni, e molte Compagnie di Assicurazione applicano uno sconto sulla R.C.A. che arriva anche al 50%.

Anche la manutenzione è pari a zero: niente tagliando, cambio olio, ecc.

Senza dimenticare che puoi usarlo anche nei giorni di blocco del traffico e anche in pieno centro, ed è esente dal pagamento di Ecopass e simili.

Se preferisci un modello tradizionale, e se hai anche la patente A, orientati su un modello di 150cc a 4 tempi. E’ questa infatti la cilindrata che ha il minor premio assicurativo, i costi più bassi di manutenzione, il minor consumo, e può anche andare in tangenziale.

I modelli 125 di solito pagano un premio più alto, perché sono guidabili anche a 16 anni, e statisticamente causano più incidenti. Peggio ancora i ciclomotori (i cosiddetti “motorini” o “cinquantini”).

La migliore convenienza è l’acquisto di un usato recente ed in buone condizioni. Costa la metà del nuovo, è molto meno a rischio furto (la polizza furto/incendio è superflua), e i costi di manutenzione sono simili. Per il passaggio di proprietà, invece di rivolgerti ad un’agenzia, puoi fare da te seguendo questa guida, e risparmiando un bel po’ di soldi.

Se proprio non puoi fare a meno dell’auto, cerca di accordarti con uno o più colleghi o amici; se usate l’auto a turno potete dividere le spese e risparmiare cifre significative.

La pausa pranzo

Ho come un déjà-vu, ripensando alla colazione: i bar e le trattorie sono pieni di lavoratori. E’ vero che spesso hai il buono pasto, ma è anche vero che spesso non è sufficiente, e comunque potrebbe essere impiegato in altro modo, per esempio per fare la spesa. Se abiti a Milano o dintorni, qui trovi un elenco di supermercati che accettano buoni pasto per il pagamento della spesa.

Solo se hai la mensa aziendale gratuita (o quasi) conviene sfruttarla, viceversa la classica “schiscetta” (come si dice dalle mie parti) portata da casa è un’ottima soluzione, e vedo che sta ritornando di moda in tempi di crisi come questi.

Schiscetta

Non è difficile, basta cucinare un po’ in più alla sera, riempire una vaschetta, infilarla in una borsetta frigo portatile (la trovate per pochi euro in un qualsiasi negozio di articoli per campeggio) con posate, tovaglioli di carta e una bottiglietta d’acqua, e mettere il tutto nel frigo. Voilà, il pranzo è servito.

Quanto risparmiate? Molto. Considerati i classici buoni pasto da 5,20 euro, alla fine del mese vi ritrovate con oltre cento euro in tasca, ovvero la spesa di una settimana per una famiglia di quattro-cinque persone. Se poi seguite i consigli riportati in questo o in quest’altro articolo, il risparmio è ancora superiore.

E per finire…

Niente acquisti ai distributori automatici, se non per il caffè caldo. Uno snack oppure una bottiglia d’acqua puoi portarli da casa, mettendoli nella stessa “schiscetta” del pranzo. E naturalmente, approfitta degli sconti, pagando con la “chiavetta”.

Prova a seguire questi semplici ma efficaci consigli, e metti da parte ogni somma risparmiata, anche piccola, in un salvadanaio.

Alla fine del mese, aprilo: sarà come aver ottenuto un discreto aumento ;-)

E tu, quali consigli daresti?